ALBERT ED IO

di Francesco Niccolini 
drammaturgia Flavio Albanese, Marinella Anaclerio, Francesco Niccolini
con Flavio Albanese
regia Marinella Anaclerio
scena Francesco Arrivo
realizzazione scena Domenico Pirozzi
luci Cristian Allegrini
costume Marinella Anaclerio
realizzazione costume Angela Gassi
video Giuseppe Magrone
direzione scientifica del progetto Marco Giliberti
consulenza (e pazienza) scientifica Vincenzo Napolano
foto Laila Pozzo

produzione Compagnia del SoleFondazione Sipario Toscana Onlus, Fondazione TRG

 

Un uomo non giovane con baffi e capelli arruffati suona, maluccio, il violino. Si interrompe. Borbotta tra sé e sé. Si siede. Ricomincia a suonare. Non troppo convinto, si ferma. Racconta. Incontra un bambino che gioca a campana ma con regole che non sono quelle consolidate, ma nuove, strane e apparentemente insensate. È la stranezza illogica del modo di giocare del bambino che incuriosisce l’uomo, anzi, lo tormenta, al punto tale che non riesce più a concentrarsi sul violino e non può non chiedere spiegazioni al ragazzino. 

Inizia un dialogo surreale, comico, struggente, un botta e risposta fitto, dove il bambino demolisce le certezze dell’anziano, che a sua volta riesce a trasmettere al ragazzino buona parte della meraviglia che anni di studi e di scienza gli hanno permesso di provare, ma anche le delusioni, le attese, le scoperte fatte e quelle che non farà in tempo a fare.

Che l’uomo sia un Albert Einstein ormai anziano non ci sono dubbi, ma chi è il ragazzino che gioca a campana con due dadi, e che ha una risposta misteriosa a ogni domanda di Albert?

 

Francesco Niccolini
cellulare: +39 335 5221048
email: f r a n i c c o @ g m a i l . c o m

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